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Vivere con HIV oggi significa anche poter guardare al futuro. Le terapie antiretrovirali hanno trasformato profondamente la vita delle persone con HIV, rendendo possibile una gestione dell’infezione nel lungo periodo. Ma vivere con HIV non significa soltanto assumere una terapia: significa anche confrontarsi con la quotidianità, con i cambiamenti nel tempo e con tutti quegli aspetti che contribuiscono alla qualità della vita.

È da questa riflessione che nasce il nostro nuovo lavoro: tre leaflet informativi dedicati alle persone che vivono con HIV, pensati per affrontare alcuni aspetti importanti della terapia e della sua gestione nel lungo periodo.

I materiali parlano di efficacia dei trattamenti, aderenza, barriera genetica e forgiveness, con l’obiettivo di offrire informazioni chiare e accessibili che possano aiutare le persone a orientarsi meglio nella gestione della propria terapia e nelle proprie scelte di salute.

La realizzazione di questi leaflet nasce da una riflessione più ampia sul modo in cui vogliamo continuare a fare associazione.

Nella nostra attività ci siamo occupati molto di prevenzione, testing e promozione della salute sessuale. Sentiamo oggi la necessità di rivolgerci con sempre maggiore attenzione anche a chi con HIV già ci vive, mettendo al centro non soltanto l’infezione e la sua gestione clinica, ma la persona, la sua salute e la sua qualità di vita nel lungo periodo.

Per noi questi tre leaflet sono un primo passo di un percorso nel quale vogliamo occuparci sempre di più delle persone che vivono con HIV, dei loro bisogni e delle diverse dimensioni della salute e della vita quotidiana che possono emergere nel corso degli anni.

I tre leaflet sono disponibili in formato cartaceo presso la nostra sede. Se ti interessa consultarli, approfondire questi temi o semplicemente avere una copia da portare con te, ti invitiamo a venire a trovarci in associazione. Saremo felici di consegnarteli e, se vorrai, di confrontarci insieme sui contenuti.

Per noi significa tornare a parlare sempre di più di vita con HIV, salute e qualità della vita, insieme alle persone e alla nostra comunità.

Torna, anche per il 2026, il corso di formazione per le attività di Plus, del BLQ Checkpoint e del PrEP Point.
Il corso, organizzato in collaborazione con l’AUSL di Bologna, mantiene anche quest’anno un taglio scientifico con lezioni dedicate agli aspetti medico-clinici dell’infezione da HIV e delle altre IST, aggiornamenti sulla PrEP e sulla DoxyPEP.

Nondimeno, pensiamo di introdurre contributi di espert3 su tematiche che, come associazione, ci siamo accort3 emergere in maniera considerevole nel rapporto con l’utenza dei nostri servizi. Parleremo quindi di sex work, di salute di genere e accessibilità ai metodi contraccettivi. 

Una parte della formazione sarà inoltre dedicata ai servizi offerti dal centro C.A.S.A. in considerazione della necessità di sapere come orientarsi all’interno della rete dei servizi di salute della città di Bologna, in particolare modo nei casi in cui una diagnosi di infezione da HIV va ad intersecarsi con altre complicazioni sul piano sociale.

Riproporremo poi anche quest’anno un modulo formativo sul Chemsex e le sue implicazioni sociali e, infine, l’ultima lezione verrà dedicata al rapporto con l’utenza, elemento imprescindibile per chi opera nei servizi di salute comunitari. 



Per agevolare la fruizione del corso, che partirà il 23 Settembre e terminerà il 28 Ottobre, quest’anno abbiamo deciso di tenere i moduli formativi alternando weekend e giorni infrasettimanali.



Il corso è aperto a chiunque voglia approfondire gli argomenti trattati, ma per poter partecipare è necessario inviare una mail a info@plus-aps.it oppure un messaggio via whatsapp al numero +39 3400596377 indicando nome, cognome e numero di cellulare.

Ci sono progetti che si costruiscono in pochi mesi.

E poi ci sono progetti che richiedono anni di pazienza, ostinazione e fiducia.

La realizzazione del futuro ambulatorio del BLQ Checkpoint appartiene decisamente alla seconda categoria.

Quando, nel 2024, abbiamo deciso di intraprendere questo percorso sapevamo che non sarebbe stato semplice. Trasformare uno spazio di comunità in un luogo autorizzato a svolgere attività ambulatoriali significava confrontarsi con norme pensate per strutture ospedaliere, trovare risorse economiche che non avevamo e affrontare un iter amministrativo del tutto nuovo per una realtà come la nostra.

Ci sono stati momenti nei quali sembrava che tutto potesse fermarsi. Abbiamo raccontato più volte le difficoltà incontrate, gli ostacoli burocratici e i ritardi che hanno accompagnato questo progetto.

Eppure non ci siamo fermati.

Oggi possiamo dire di aver raggiunto un traguardo importante: i lavori di ristrutturazione sono stati completati e siamo finalmente nelle condizioni di avviare la procedura di autorizzazione dell’ambulatorio.
Sappiamo bene che il percorso non è ancora concluso. L’autorizzazione richiederà ancora tempo, impegno e confronto con le istituzioni. Ma oggi possiamo guardare a questa nuova fase con una certezza: fin qui non ci siamo arrivati da soli.

Ci siamo arrivati grazie a una comunità.

Grazie alle centinaia persone che hanno scelto di fare una donazione, spesso in forma anonima, attraverso PayPal, tramite la campagna di crowdfunding su Eppela o con un bonifico direttamente a Plus. Ogni contributo, piccolo o grande, è stato un pezzo di questo progetto.

Grazie alle aziende, alle fondazioni e alle associazioni che hanno deciso di investire in un’idea di salute pubblica costruita insieme alla comunità.
Un ringraziamento particolare va a Viatris, che ha sostenuto il progetto, alla Fondazione Carisbo, che ha contribuito alla sua realizzazione, e al Cassero LGBTI+ Center, che ha sostenuto la realizzazione dell’ambulatorio.

Un ringraziamento speciale va anche all’architetto Massimo Manfredini, che ha progettato gli spazi e ha seguito i lavori con professionalità e disponibilità, aiutandoci a tradurre un’idea in un luogo concreto.

Così come desideriamo ringraziare i tanti funzionari e professionisti delle istituzioni come Cristina Zambon e Giovanna Mattei che, pur dovendo operare nel rispetto delle norme, hanno compreso la specificità del BLQ Checkpoint e hanno cercato di costruire un percorso capace di conciliare i requisiti previsti dalla legge con la natura di un servizio community-based.

Per noi era importante che, nel realizzare un ambulatorio, il BLQ Checkpoint non perdesse ciò che lo rende diverso: un luogo accogliente, non giudicante, capace di costruire fiducia prima ancora di erogare un servizio.

In questi anni migliaia di persone hanno scelto di affidarsi a noi proprio per questo. Ed è anche per preservare questo patrimonio che abbiamo deciso di affrontare un percorso tanto complesso. In assenza di una normativa che riconosca e sostenga i centri community-based, la realizzazione di un ambulatorio autorizzato dal Comune, con il via libera dell’Azienda USL, è diventata l’unica strada concreta per permettere al BLQ Checkpoint di uscire da una lunga fase di start-up, consolidare quanto costruito finora e continuare a crescere senza rinunciare alla propria identità.

Se oggi possiamo finalmente guardare con fiducia alla fase di autorizzazione è perché, in questi due anni, tante persone hanno deciso di camminare insieme a noi. Ognuna ha contribuito in modo diverso: con una donazione, con il proprio lavoro, con competenze professionali o semplicemente scegliendo di credere in questo progetto quando era ancora soltanto un’idea.

A tutte e tutti voi va il nostro grazie più sincero. Questo ambulatorio sarà anche il risultato della vostra fiducia.

Salvio Cecere

Stamattina, aprendo la sede di Plus, ho trovato una busta bianca nella buchetta delle lettere.

Viene fuori, che conteneva un santino e alcuni post-it promozionali dello Zoloft. Sul retro, qualcuno aveva scritto: “Convertitevi”, “Dio ha creato l’uomo e la donna”, “Pregate!”, “A cosa serve il sesso?”.

Lo confesso: la prima reazione è stata ridere.

Per i più giovani, forse una spiegazione serve. “Invertiti” era uno dei termini con cui, fino a qualche decennio fa, venivano chiamati gli omosessuali. Era un insulto. Col tempo il movimento LGBT se n’è anche riappropriato, usandolo con ironia. Così, leggendo quel “Convertitevi”, il titolo del post è arrivato da solo: Chi converte gli invertiti.

Più che il contenuto, però, mi ha colpito il mezzo. Se senti il bisogno di affidare una crisi mistica a un santino e a dei post-it dello Zoloft lasciati anonimamente a un’associazione LGBTQ+, forse non è la nostra conversione la cosa più urgente. Forse è arrivato il momento di rivedere la terapia.

Il BLQ Checkpoint continuerà a fare quello che fa ogni settimana: test HIV e IST, prevenzione, ascolto e accoglienza. Senza santini, giudizi e senza lasciare messaggi anonimi nelle cassette degli altri.

Dubito che qualche invertito si sia convertito. Dubito che qualche invertito si sia convertito. Noi, però, continueremo a cercare di capire a cosa serva il sesso. Una risposta, in fondo, la dobbiamo a questa anima pia.

Sandro Mattioli
Plus aps

E’ convocata l’Assemblea ordinare degli iscritti e delle iscritte a Plus APS, per il giorno


lunedì 20 luglio 2026 alle ore 20.00


Presso la sede dell’associazione in via San Carlo, 42/C Bologna

ORDINE DEL GIORNO


1) Comunicazione sulla non conformità della composizione dell’Organo di Controllo ai requisiti previsti dall’art. 30 del D.Lgs. 117/2017 eletto all’Assemblea tenutasi in data 19/04/2026

2) Procedura di cessazione dall’incarico dei componenti nominati

3) Nomina del nuovo Organo di Controllo

4) Varie ed eventuali

di seguito la convocazione ufficiale