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Come ogni anno dal 2013 ad oggi, la nostra associazione aderisce alla European Testing Week, ossia la settimana europea del test.
Una iniziativa europea tesa a promuovere il test per HIV, che quest’anno si terrà

dal 20 al 27 novembre e vedrà il BLQ Checkpoint aperto tutti i giorni dalle 18 alle 20,30.

Sarà possibile prenotare per telefono (0514211857) i test per HIV, epatite C e sifilide al mattino dalle 9 alle 12 o al pomeriggio dalle 18 alle 20; oppure via mail su prenota@blqcheckpoint.it oppure passando a prenotare direttamente in sede, in via S. Carlo 42C a Bologna.

Il tutto grazie all’impegno dei nostri attivisti e con il supporto del personale infermieristico di USL Bologna.

HIV è ancora oggi un’infezione troppo sotto stimata. Infatti nella nostra Regione le persone che ricevono una diagnosi di HIV quando sono già in AIDS, o prossimi a diventarlo, sono ancora oltre il 60% dei nuovi casi di HIV.

Come spesso accade, ricevere una diagnosi tardiva implica una serie di problemi a partire da una minore possibilità di avere un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale. Tutto il contrario in caso di diagnosi precoce.
Inoltre oggi, grazie alla potenza dei farmaci, le persone HIV positive in terapia efficace non trasmettono il virus per via sessuale. Un traguardo di conoscenza molto importante che ci aiuta a combattere la discriminazione e il pregiudizio e che, insieme a tutte le associazioni di pazienti e di lotta contro HIV e con il supporto di Simit, stiamo promuovendo grazie alla campagna impossibile sbagliare, che vi consiglio di guardare.

Verso la fine del 2005, assistetti a una riunione convocata dal Centro Operativo Aids, durante la quale la dott.ssa Suligoi illustrò la situazione relativa ai casi di HIV, di Aids e le prospettive future. In quegli anni in Italia la maggior parte dei casi di HIV erano appannaggio dei “tossicodipendenti”, come venivano definiti allora, per via dell’uso di scambiarsi la medesima siringa.
Tuttavia la dott.ssa Suligoi intuì che le cose iniziavano a cambiare e ci fece notare un incremento dei casi fra gli “omo-bisessuali”, altro termine coevo.
Ricordo che alzai la mano e chiesi qualche informazione in più. Mi venne risposto di non preoccuparmi perché eravamo nella media europea in quanto ad incremento di casi fra gli omo-bisessuali.

L’informazione non mi lasciò particolarmente sereno, infatti decisi di controllare i dati ufficiali dell’Unione Europea e scoprii che l’Italia era esattamente a metà della media europea: 12 Paesi meno bravi di noi e 12 più bravi.
Incominciai quindi a cercare di capire cosa facessero quelli più bravi di noi, mi interessò soprattutto notare che non c’erano solo i “soliti” Paesi del Nord Europa, ma c’erano anche Paesi dell’area mediterranea fra i più bravi.
Pochi mesi dopo, durante una conferenza di ILGA Europe, assistetti a una presentazione di Ferran Pujol sul Checkpoint di Barcellona aperto appena un anno prima. Il metodo checkpoint anche se nato in Olanda, poteva essere applicato anche in un Paese a noi vicino come la Catalogna.

Inizia così la storia del BLQ Checkpoint, quando chi scrive era ancora responsabile salute del Cassero.

Ci sono voluti sette anni di advocacy per arrivare a convincere la Regione, ma anche l’associazionismo locale, che il checkpoint come modello d’intervento era assolutamente necessario in una città e una regione che da sempre ha un problema importante con le diagnosi tardive di HIV.

Nel 2013 la Regione Emilia-Romagna fa un atto di importante riconoscimento politico: con il DGR 768/2013 con il quale riconosce il lavoro di Plus che viene definito soggetto attuatore del progetto di interesse regionale BLQ Checkpoint. Un atto pubblico coraggioso, che nessun’altra Regione ha avuto il fegato di fare, a dimostrazione che il lavoro di tessitura politica e anche tecnica alla fine paga. I tempi lunghi si spiegano con la difficoltà, in parte insita nella Pubblica Amministrazione, ad accettare i progetti innovativi soprattutto se difficilmente inquadrabili nelle regole e nelle procedure in essere. In effetti un checkpoint non si inquadra in nessuna di esse perché non è un ambulatorio ma esegue test di screening, non è un centro associativo ma svolge attività per la community. In effetti svicoliamo, probabilmente la Regione dovrebbe oggi pensare a un altro gesto coraggioso realizzando delle regole per i Checkpoint, condivise e trasparenti. Ma questo si vedrà.

Il Comune di Bologna si dimostra subito collaborativo e mette a disposizione una dirigente per strutturare una convenzione, che diventerà a tre con l’aggiunta di Azienda Sanitaria di Bologna. Sarà un processo abbastanza faticoso appunto per gli aspetti innovativi di un centro che mal si adatta alle regole esistenti. Ma alla fine ce la facciamo e viene firmata una convenzione trina: Plus, Comune di Bologna e Azienda Sanitaria.

Il Comune ci trova una sede, i locali che occupiamo attualmente, non propriamente una sede meravigliosa perché si trattava di un ex ristorante chiuso da sette anni, pertanto completamente fuori norma e da ristrutturare. Cosa a cui ha dovuto pensare Plus. Posso dire con orgoglio che siamo riusciti a trovare oltre 300.000€ con i quali abbiamo ristrutturato e allestito una sede che, anche grazie al progetto di ben due architetti (Andrea Adriatico e Nino Tammaro), è oggettivamente un bel posto, molto lontano dalla tipica struttura ambulatoriale alienante. Un luogo in sé accogliente, fermo restando che l’accoglienza vera e propria la fa il personale volontario dedicato a questo scopo che non sbaglia un colpo, agisce sempre in modo molto professionale. Visto l’ammontare speso, concordiamo con il Comune una convenzione di 15 anni che non prevede il pagamento di un affitto.

Il terzo ente firmatario è l’Azienda Sanitaria di Bologna. Grazie all’insostituibile lavoro della dott.ssa Venturi, responsabile del Centro C.A.S.A., forse l’unica responsabile genuinamente interessata al progetto, otteniamo una convenzione della durata di quattro anni, credo che sia il massimo per USL. In questa fase iniziale l’Azienda si impegna a fornire gli infermieri per l’esecuzione dei test (anzi, del test perché all’epoca abbiamo iniziato con il solo test di screening per HIV), ad occuparsi dell’acquisto del test, della gestione del materiale di consumo e dello smaltimento dei rifiuti speciali. Inoltre USL si sarebbe occupata, in collaborazione con Plus, della formazione del personale volontario dell’associazione. La disponibilità del personale infermieristico viene fissata in sei ore alla settimana, per cui decidemmo di aprire martedì e giovedì dalle 18 alle 21. Dopo otto anni siamo ancora fermi a questa fase di start-up.

Dopo poche settimane dall’apertura, l’Ospedale S. Raffaele di Milano ci coinvolge in uno studio sull’esecuzione di test di screening a risposta rapida su HCV (epatite C).
Di li a poco verranno aggiunti anche i test per sifilide.

Alla scadenza della convenzione lato USL, dopo vari solleciti per un incontro teso a rinnovo ovviamente, per tutta risposta ci arriva una mail con la convenzione già rinnovata, in peior, e già firmata dalla dott.ssa Gibertoni allora direttrice generale dell’Azienda Sanitaria di Bologna. La convenzione passa da 4 anni a uno, si mette così una pietra tombale sulle reali possibilità di sviluppo del BLQ Checkpoint… come se questo non fosse sufficiente, quest’anno (2023) il rinnovo annuale della convenzione ha subito un ritardo di ben sei mesi. Per cui siamo nelle condizioni di ipotizzare programmi di sviluppo senza la collaborazione di USL, che manco risponde alle mail e si fa negare al telefono, della durata massima di 12 mesi, quest’anno ridotti a sei.

Poi si chiedono perché chiudere.

Per riprendere l’esempio del Checkpoint di Barcellona, i cui abitanti sono più o meno come quelli della nostra regione, quel centro è aperto 12 ore al giorno, il personale interno riceve uno stipendio, hanno comunque decine di giovani volontari che promuovono il servizio nelle discoteche, ai Pride e così via. Il centro distribuisce la PrEP gratuitamente mentre noi dovremo impazzire. Un centro che ha aperto 17 anni fa in puro volontariato, che oggi offre un’opportunità di lavoro e segue oltre 2.000 persone. Questo significa sviluppo.

A Bologna invece da alcuni anni ci dobbiamo pagare i test per sifilide per motivi burocratici ma mai confermati ufficialmente, non abbiamo contezza di chi sia il nostro medico di riferimento perché dal giorno in cui la dott.ssa Venturi è andata in pensione semplicemente questo passaggio è saltato, siamo stati spostati dal Dipartimento cure primarie a quello di salute mentale senza alcuna spiegazione. Chissà, forse qualcuno ha ipotizzato che i gay possano avere problemi in tal senso. A ben vedere siamo riusciti ad andare avanti in questi ultimi 4 anni solo grazie all’appoggio della Responsabile infermieristica che ci segue, anche meglio di un medico, dott.ssa Assueri.

Va da sé che Plus non ha alcun preconcetto ideologico, pertanto a fronte di un impegno serio della Pubblica Amministrazione e dell’Azienda Sanitaria nello specifico, un impegno che vada nella direzione logica che ha portato il Sindaco Lepore a firmare il protocollo Fast Track City e che, quindi, metta il BLQ Checkpoint nelle condizioni di uscire dalla fase di start-up e dare un serio contributo al raggiungimento degli obiettivi di UNAids prima del 2030, non abbiamo nessun problema a fare marcia indietro.

Ma al momento resta in essere la decisione di chiudere il BLQ Checkpoint a partire dal 1 luglio 2023. Di seguito il comunicato stampa.

Sandro Mattioli
Plus aps
Presidente.

Perché un Checkpoint
BLQ Checkpoint è una community viva. 
Vivila con noi!

Un checkpoint è una struttura interamente gestita dalle associazioni e dedicata al test rapido, salivare o a prelievo capillare, per l’HIV e altre infezioni a trasmissione sessuale.

Nasce dall’esigenza di portare i test per la salute sessuale al di fuori dell’ambito ospedaliero, rendendoli più accessibili. Inoltre, gli utenti possono ricevere supporto e informazioni da persone come loro, mediante un approccio “alla pari”

Approfondimenti

Eventi & news

Al BLQ Checkpoint potrai effettuare il test HIV rapido su una goccia di sangue prelevato da una piccolissima puntura su un dito. Il test rapido HIV utilizzato al BLQ Checkpoint si chiama Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo. Dopo una attesa di 20 minuti, ti verrà comunicato l’esito del test HIV che può essere “non reattivo” o “reattivo”.

 

Quando fare il test?

Il test Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo rileva sia gli anticorpi al virus HIV (1 o 2) che l’antigene p24 di HIV-1; questo antigene può apparire già 12-26 giorni dopo l’infezione. Gli anticorpi ad HIV, invece, si formano più tardi, dopo 20-45 giorni dall’infezione. Quindi un test di questo tipo può dare risultati affidabili già dopo quattro settimane dall’esposizione al rischio. In caso l’episodio in cui si ritiene di essersi esposti all’infezione da HIV sia ad alto rischio, se il test rapido fornisce un esito non reattivo dopo tre settimane può essere indicato ripetere il test dopo altre tre-quattro settimane per una conferma definitiva.

 

Reattivo ≠ Sieropositivo

I test rapidi per HIV – salivari o su campione di sangue da puntura del dito – non sono stati approvati come metodi di diagnosi dell’infezione da HIV in Italia. Quindi questi test possono offrire solo una prima indicazione: un eventuale risultato reattivo non può essere direttamente interpretato come una diagnosi di sieropositività!

In caso di risultato “reattivo”, occorre effettuare un test di conferma con la metodica tradizionale (ELISA e Western Blot) presso una struttura ospedaliera. Il BLQ Checkpoint offre la possibilità di essere messi in contatto direttamente e in maniera rapida con il reparto di infettivologia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna per effettuare i test di conferma rapidamente in caso di esito reattivo.

Un esito negativo o “non reattivo” è in genere considerato un segnale affidabile che non si è contratto il virus HIV (a meno che non ci sia esposti a un rischio considerevole poche settimane prima di aver effettuato il test). Solo in alcuni casi, quindi, può essere consigliabile confermare un eventuale risultato negativo.

In ogni caso, il BLQ Checkpoint non può rilasciare alcun tipo di documentazione attestante l’esito del test, qualunque esso sia e per nessun motivo.

 

Quanto è affidabile il test?

Per il test rapido HIV si è scelto di usare la metodica che analizza una goccia di sangue prelevata attraverso una piccolissima puntura su un polpastrello. Questa modalità, infatti, offre delle prestazioni leggermente migliori.

In particolare, il Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo ha le seguenti caratteristiche:

Sensibilità

La sensibilità è la capacità di un test di rilevare correttamente un risultato reattivo su campioni che sono effettivamente positivi. In altre parole, se un test ha una alta sensibilità è scarso il rischio che dia un “falso negativo”, cioè un risultato non reattivo su un campione che invece è positivo. Quanto più la sensibilità è alta, insomma, tanto più è affidabile un eventuale esito “non reattivo”.

La sensibilità di Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo è stata valutata in nove studi clinici in Europa, Africa, Asia e Sud America. Su un totale di 1149 campioni confermati positivi agli anticorpi HIV, il 100% dei campioni ha dato risultato reattivo.

La stessa prova è stata effettuata anche su 117 campioni in infezione da HIV primaria (cioè molto recente, prima che si formino gli anticorpi o nel periodo in cui si stanno formando); in questo caso il Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo ha dato esito reattivo nel 92,31% dei casi in confronto con i test di quarta generazione validati a livello UE.

Specificità

La specificità è invece la capacità di un test di dare correttamente esito negativo su campioni “sani”: detto in altri termini, se un test ha alta specificità è molto difficile che dia un falso risultato positivo, cioè un esito reattivo in caso invece non ci sia stata infezione. Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo è stato provato su 2343 campioni negativi di siero, plasma o sangue intero. La specificità ottenuta sia nella linea degli anticorpi che in quella dell’antigene è stata superiore al 99%.

Per maggiori dettagli è possibile consultare il foglietto illustrativo di Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo.

Che cos’è Sex Check?

Sex Check è un progetto speciale (poiché ha regole differenti dal servizio di testing del BLQ Checkpoint) in essere al PrEP Point di Plus, quindi al di fuori dall’ospedale, anche se in collaborazione con il Policlinico S. Orsola. Se sei un MSM (Maschi che fanno sesso con Maschi) o una persona trans*, ti capita di fare sesso con altri maschi e qualche volta corri qualche rischio e sei interessato/a alla PrEP allora il programma Sex Check può fare per te. Con il programma speciale Sex Check puoi controllarti regolarmente per Hiv, epatite C, sifilide, gonorrea e clamidia facendo dei test rapidi che ti forniscono la risposta dopo al massimo due ore. I test vengono effettuali presso la sede di Plus dove è attivo anche il BLQ Checkpoint: questo significa che non devi andare in ospedale ma puoi fare tutto in un ambiente accogliente avendo a che fare con operatori alla pari, preparati e competenti.

Possono partecipare tutti a Sex Check?

Possono partecipare a Sex Check i maschi cisgender (cioè nati maschio) oppure le persone trans* che soddisfino certi requisiti. Innanzitutto il programma è rivolto a chi fa sesso con maschi che abbiano difficoltà ad utilizzare sempre il preservativo e che abbiano diversi partner sessuali. Se soddisfi tutti i requisiti, per partecipare a Sex Check dovrai anche firmare un consenso informato.

Ricordiamo che Sex Check è un programma che si svolge al Prep Point di Plus dedicato a un’utenza specifica interessata alla PrEP. Se non vuoi utilizzare la PrEP o non hai i requisiti per partecipare a Sex Check, puoi sempre rivolgerti al BLQ Checkpoint previo appuntamento il martedì e il giovedì dalle 18 alle 21 per fare il test HIV, HCV e sifilide. Invece, gli altri test per le infezioni sessualmente trasmissibili sono purtroppo disponibili solo per i partecipanti di Sex Check, a causa del loro elevato costo.

Posso fare Sex Check se prendo la PrEP?

Il nostro programma è stato pensato apposta per chi fa o vuole fare la PrEP. Se non sai cos’è la PrEP, consulta la nostra pagina prepinfo. Nel programma Sex Check puoi controllare regolarmente che tu non abbia contratto qualcuna delle più comuni infezioni che si possono trasmettere sessualmente (Hiv, epatite C, sifilide, gonorrea e clamidia). Inoltre, ti offriamo la possibilità di controllare anche la funzionalità renale impiegando un test rapido per la misurazione della creatinina che sarà letto e interpretato da un medico infettivologo (anche lui friendly!).

Quali test posso fare nel progetto Sex Check?

I test che offriamo sono:

  • Test rapido per l’Hiv: usiamo il test Determine® HIV-1/2 Ag/Ab Combo della Alere. Il test viene effettuato su prelievo capillare (cioè raccogliendo una goccia di sangue dalla puntura di un polpastrello) e fornisce una risposta in 20 minuti. Per maggiori informazioni, clicca qui.
  • Test rapido per il virus dell’epatite C (HCV): usiamo il test Xpert® HCV Viral Load della Cepheid che rileva direttamente il virus e non gli anticorpi (quindi è in grado di controllare se c’è una infezione attiva). Anche questo test si effettua su prelievo capillare (cioè raccogliendo una goccia di sangue dalla puntura di un polpastrello); la risposta è disponibile dopo circa 2 ore. Per maggiori informazioni, clicca qui.
  • Test rapido per sifilide: usiamo un test point-of-care rapido con marchio CE che rileva simultaneamente e separatamente
    anticorpi treponemici e non treponemici ed è quindi in grado di rilevare una sifilide attiva anche in persone l’hanno già avuto l’infezione. Il test, sviluppato dalla Chembio (maggiori info qui),  si effettua su prelievo capillare (cioè raccogliendo una goccia di sangue dalla puntura di un polpastrello) e fornisce la risposta in 15 minuti.
  • Test combinato per gonorrea e clamidia: usiamo il test Xpert® CT/NG della Cepheid, che rileva la presenza di Chlamydia trachomatis (il microrganismo che causa la clamidia) e di Neisseria gonorrhoeae (quello che provoca la gonorrea). Dal momento che queste infezioni possono localizzarsi in varie parti del corpo, il test verrà effettuato su campioni biologici raccolti dai tre siti più frequenti, cioè il cavo anale (attraverso un tampone rettale, cioè un tampone simile a un cotton fioc che verrà introdotto nell’ano e mosso leggermente per raccogliere il liquido della mucosa), la faringe (cioè la gola, anche in questo caso si passerà un tampone nel cavo orale), o il pene (in questo caso si raccoglierà dell’urina). La risposta è disponibile in 90 minuti. Per maggiori informazioni, clicca qui (documentazione in inglese).
  • Test per la creatinina: utilizziamo il misuratore di creatinina StatSensor Xpress.

Quanto costa partecipare a Sex Check?

Non dovrai pagare nulla per fare i test. Il programma è interamente gratuito. Sex Check è reso possibile grazie a un finanziamento non condizionato di Gilead Sciences.

Se faccio la PrEP, mi date anche il farmaco?

Nel caso che tu voglia usare la PrEP per proteggerti dall’Hiv, possiamo fornirti supporto per ottenere la prescrizione, offrirti tutti i test per il monitoraggio ma purtroppo potremmo non essere in grado di offrirti il farmaco (anche se ci stiamo lavorando…). Dovrai perciò acquistarlo tu stesso.

Cosa devo fare per partecipare a Sex Check?

Vediamoci! La prima cosa da fare è fissare un incontro, in presenza o via zoom, per verificare che Sex Check sia un programma adatto a te. Se capiamo che è così, potrai fare tutti i test già a partire dalla settimana successiva.

Per prenotare un appuntamento puoi:

  • Inviare una email a sexcheck@plus-aps.it
  • Chiamare al numero 051 4211857 da lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 12:00 o da lunedì a giovedì dalle 18 alle 20.
  • Passare a trovarci al BLQ Checkpoint, in via San Carlo 42/C a Bologna, il lunedì o mercoledì dalle 18:00 alle 20:00
 

Gli amici del PrEP-Point di Bologna

Perché un Checkpoint

BLQ Checkpoint è una community viva. Vivila con noi.

Un checkpoint è una struttura interamente gestita dalle associazioni e dedicata al test rapido, salivare o a prelievo capillare, per l’HIV e altre infezioni a trasmissione sessuale.

Nasce dall’esigenza di portare i test per la salute sessuale al di fuori dell’ambito ospedaliero, rendendoli più accessibili. Inoltre, gli utenti possono ricevere supporto e informazioni da persone come loro, mediante un approccio “alla pari”.

I checkpoint community based sono presenti in città europee come AteneBarcellonaBelgrado, Berlino,  Lisbona… Il BLQ Checkpoint gestito da Plus Onlus è il primo di questo tipo in Italia.

Il motivo clou che ci ha spinto ad aprire un checkpoint a Bologna sono i dati epidemiologici, allarmanti soprattutto nella comunità cui ci rivolgiamo con particolare affetto e insistenza, cioè quella LGBT ed MSM (maschi che fanno sesso con maschi).

Ci abbiamo messo dieci anni per trasformare il nostro sogno in realtà. Il BLQ Checkpoint è stato inaugurato a fine giugno 2015 ed è operativo dal 15 settembre 2015. La struttura vanta una convenzione pluridecennale col Comune di Bologna e un accordo di cooperazione con l’ASL, che ci fornisce il personale sanitario. Tutte le altre persone che incontrate in via san Carlo 42/c portano avanti il progetto BLQ Checkpoint su base rigorosamente volontaria.

Al BLQ CHECKPOINT è possibile effettuare il test per il virus dell’epatite C chiamato HCVAnche questo test, come quello per l’HIV, viene fatto su una goccia di sangue prelevata da una puntura indolore sul polpastrello.

Dopo il momento dell’infezione, ci possono volere fino a 6 mesi perché si formino gli anticorpi specifici; è quello che si chiama “periodo finestra”. Per un risultato affidabile, quindi, è bene effettuare il test almeno tre mesi dopo l’esposizione al rischio.

Perché fare il test HCV?

Il virus dell’epatite C è molto più diffuso di quello che non si pensi, anche perché si trasmette più facilmente – ad esempio – dell’HIV. Tuttavia l’infezione può non dare alcun sintomo anche per molti anni. Perciò l’unico modo per sapere se si ha l’HCV è effettuare un apposito test.Anche se non dà sintomi, l’epatite C può provocare infiammazione e formazione di tessuto cicatriziale nel fegato, e questo può evolvere in epatite cronica, fibrosi, cirrosi, carcinoma epatico. Oggi esistono terapie semplici e della durata di 6-12 settimane che permettono di eradicare il virus dell’epatite C dall’organismo; guarire dall’infezione da HCV aiuta ad evitare che la salute del fegato peggiori.

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ICTV – HCV Classification Genotipi e sottotipi del virus dell’epatite C secondo l’International Committee on Taxonomy of Viruses

Esistono diverse tipologie di virus dell’epatite C; sono stati identificati 7 genotipi di HCV identificati con i numeri da 1 a 7; alcuni genotipi possono distinguersi in diversi sottotipi (ad esempio genotipo 1a e 1b). In Italia, il genotipo prevalente è l’1b.Il virus dell’epatite C si trasmette quando il sangue di una persona portatrice del virus HCV entra nell’organismo – attraverso ferite o mucose non integre – di un’altra persona. Questo può avvenire, ad esempio:

  • usando strumenti taglienti (rasoi, forbici, strumenti per tatuaggi o piercing, ecc.) adoperati da altri e non correttamente sterilizzati;
  • scambiando siringhe (ad es. per il consumo di sostanze stupefacenti);
  • utilizzando dei sex toys usati precedentemente da altri;
  • nel sesso di gruppo, se una persona penetra un’altra portatrice del virus e poi – senza cambiare il condom o senza usarlo – ne penetra un’altra ancora;
  • nel fisting se non si usano strumenti – sia guanti che lubrificante – puliti e che non siano entrati in contatto con il sangue di altre persone;
  • in rapporti sessuali in cui le mucose o la pelle vengano danneggiate anche in maniera non evidente (ad esempio nei rapporti anali molto energici).

In generale, la modalità di contagio più frequente è attraverso lo scambio di siringhe per il consumo di droghe, seguita dalle infezioni che avvengono in conseguenza di pratiche mediche non strumenti non correttamente sterilizzati; la trasmissione in occasione dell’attività sessuale è tuttavia in aumento.Sembra che l’infezione di HCV si stia diffondendo sempre più tra gli uomini gay e gli altri maschi che fanno sesso con maschi, soprattutto se sieropositivi all’HIV, secondo alcune ricerche condotte all’estero.

Che risultati fornisce il test?

Al BLQ Checkpoint usiamo il kit denominato SD Bioline HCV di Abbott. Si tratta di un test che va a verificare la presenza di anticorpi anti-HCV. Se il test “reagisce” al campione di liquido biologico, vuol dire che ha rilevato gli anticorpi anti-HCV e in questo caso si parla di risultato “reattivo”. Come per il test rapido HIV, anche questo non può essere considerato uno strumento di “diagnosi”. In caso di risultato “reattivo”, occorre effettuare un esame di conferma presso una struttura ospedaliera abilitata. Il BLQ Checkpoint offre la possibilità di essere messi in contatto direttamente e in maniera rapida con il reparto di infettivologia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna per effettuare i test di conferma rapidamente in caso di esito reattivo.Un esito “negativo” o “non reattivo” è considerato un segno affidabile che non si è contratta l’infezione da HCV, a meno che non ci si sia esposti al rischio di infezione poche settimane prima di aver effettuato il test. Solo in alcuni casi, perciò, può essere consigliabile effettuare nuovamente il test dopo qualche tempo.In ogni caso, il BLQ Checkpoint non può rilasciare alcun tipo di documentazione attestante l’esito del test, qualunque esso sia e per nessun motivo.

Quanto è affidabile il test?

Il kit SD Bioline HCV è stato provato su 299 campioni con risultati soddisfacenti in termini sia di specificità (98,1%) sia di sensibilità (99,3%).

Sensibilità

La sensibilità è la capacità di un test di rilevare correttamente un risultato reattivo su campioni che sono effettivamente positivi. In altre parole, se un test ha una alta sensibilità è scarso il rischio che dia un “falso negativo”, cioè un risultato non reattivo su un campione che invece è positivo. Quanto più la sensibilità è alta, insomma, tanto più è affidabile un eventuale esito “non reattivo”. La sensibilità del test rapido SD Bioline HCV per la determinazione degli anticorpi anti-HCV è stata valutata in 142 campioni di cui si era già accertata l’infezione dal virus HCV. La sensibilità è stata calcolata dividendo il numero di risultati reattivi del test rapido SD Bioline HCV per la determinazione degli anticorpi anti-HCV (141) con il numero totale di campioni esaminati dei soggetti infetti con HCV (N = 142). Il risultato indica una sensibilità del 99,3 %; l’intervallo di confidenza (IC) al 95%, grandezza che forniscono una indicazione statistica di quanto il risultato può variare nella vita reale, varia tra 96,1 e 99,9 %.

  • Specificità

La specificità è invece la capacità di un test di dare correttamente esito negativo su campioni “sani”: detto in altri termini, se un test ha alta specificità è molto difficile che dia un falso risultato positivo, cioè un esito reattivo in caso invece non ci sia stata infezione. La specificità del test rapido SD Bioline HCV per la determinazione degli anticorpi anti-HCV è stata valutata in persone di cui era già stato determinato che non erano infette dal virus HCV. La specificità percentuale del test rapido SD Bioline HCV per la determinazione degli anticorpi anti-HCV è stata calcolata dividendo il numero di risultati non reattivi del test rapido SD Bioline HCV per la determinazione degli anticorpi anti-HCV (154) per il numero totale di campioni esaminati dei soggetti diagnosticati come non infetti da HCV (N = 157). Il risultato fornisce una specificità del 98,1 %; l’intervallo di confidenza (IC) al 95% varia tra il 94,5 e il 99,4 %.

Al BLQ CHECKPOINT è possibile effettuare il test per gli anticorpi contro il Treponema pallidum, il batterio che causa la sifilideAnche questo test, come quello per l’HIV o l’HCV, viene fatto su una goccia di sangue prelevata da una puntura indolore sul polpastrello.

È importante notare che questo test è efficace solo per la prima diagnosi di sifilide. Nel caso di una precedente infezione, infatti, il test potrebbe dare risultato positivo anche in assenza di infezione, rilevando anticorpi già presenti nell’organismo.

Secondo la maggior parte degli esperti, la sifilide può dare dei sintomi tra 10 e 90 giorni dopo l’infezione (il periodo medio di incubazione è 21 giorni). Gli anticorpi appaiono da 3 a 6 settimane dopo l’infezione, quindi per avere un risultato attendibile si raccomanda di eseguire il test 90 giorni dopo la possibile esposizione all’infezione.

Perché fare il test per la sifilide?

La sifilide è particolarmente diffusa, anche in Italia, soprattutto in alcuni gruppi di persone, come i maschi che fanno sesso con maschi (MSM), termine con cui si indicano gli uomini gay e bisessuali. Nel nostro paese c’è stato un picco epidemico nel 2016 che ancora non si è esaurito, almeno stando agli ultimi dati pubblicati dall’ISS e riferiti al 2017.

Il Treponema pallidum, il batterio che causa la sifilide, penetra nel corpo attraverso le mucose o anche la pelle. Per questo, ogni tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale, orale) può essere alla base della trasmissione della sifilide. In alcuni casi, la sifilide si può trasmettere anche con la masturbazione reciproca o i baci profondi.

Solitamente la sifilide si sviluppa sui genitali, provocando delle piccole ulcere che possono anche facilitare la trasmissione di HIV. L’infezione da sifilide viene descritta in diversi stadi.

La sifilide primaria è caratterizzata dallo sviluppo del sifiloma, un’ulcera collocata nel punto in cui il batterio è penetrato, solitamente 3-4 settimane dopo l’infezione; negli uomini si presenta sul pene, presso l’ano o nel retto, nelle donne nella vagina, sulla vulva o sul perineo, ma è possibile averlo anche in altre aree del corpo. DI solito il sifiloma non dà dolore o altri sintomi, e considerando che nella maggior parte dei casi scompare spontaneamente nel giro di alcune settimane, può quindi capitare che le persone non si accorgano di averlo.

La siflide secondaria si ha quando il batterio si diffonde in tutto l’organismo. A parte alcuni sintomi generici come febbre, mancanza di appetito, stanchezza o nausea, nella maggioranza dei casi si sviluppano delle piccolissime lesioni della cute o delle mucose (spesso sui palmi delle pani o ai piedi, ma possono interessare qualsiasi parte della superficie del corpo). Se non trattate, le lesioni possono sparire in poche settimane, persistere per mesi o tornare a “ondate”.

In assenza di trattamento e dopo un lungo periodo di tempo, la sifilide può interessare il sistema neurologico con dolori e rigidità negli arti.

Che risultati fornisce il test?

Al BLQ Checkpoint usiamo per la sifilide il kit denominato Alere Determine Syphilis TP. Si tratta di un test che va a verificare la presenza di anticorpi contro il Treponema pallidum. Se il test “reagisce” al campione di liquido biologico, vuol dire che ha rilevato gli anticorpi e in questo caso si parla di risultato “reattivo”. Considerando che l’infezione da sifilide può avvenire ripetutamente, se si è stati infettati in precedenza potrebbero essere già presenti degli anticorpi e quindi il risultato potrebbe essere “reattivo” anche se non è in corso una infezione da Treponema pallidum. Come per tutti i test rapidi, anche questo non può essere considerato uno strumento di “diagnosi”. In caso di risultato “reattivo”, occorre effettuare un esame di conferma presso una struttura ospedaliera abilitata. Il BLQ Checkpoint offre la possibilità di essere messi in contatto direttamente e in maniera rapida con il reparto di infettivologia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna o con il Centro MTS per effettuare i test di conferma rapidamente in caso di esito reattivo. Un esito “negativo” o “non reattivo” è considerato un segno affidabile che non si è contratta la sifilide, a meno che non ci si sia esposti al rischio di infezione poche settimane prima di aver effettuato il test. Solo in alcuni casi, perciò, può essere consigliabile effettuare nuovamente il test dopo qualche tempo. In ogni caso, il BLQ Checkpoint non può rilasciare alcun tipo di documentazione attestante l’esito del test, qualunque esso sia e per nessun motivo.

Quanto è affidabile il test?

Per verificare l’affidabilità del test Alere Determine Syphilis TP, sono stati testati con questo test e con altri due disponibili sul mercato  600 campioni di siero, plasma e sangue intero. Diversi studi negli ultimi anni hanno mostrato un’ottima performance del test Alere Determine Syphilis TP.

  • Sensibilità

La sensibilità è la capacità di un test di rilevare correttamente un risultato reattivo su campioni che sono effettivamente positivi. In altre parole, se un test ha una alta sensibilità è scarso il rischio che dia un “falso negativo”, cioè un risultato non reattivo su un campione che invece è positivo. Quanto più la sensibilità è alta, insomma, tanto più è affidabile un eventuale esito “non reattivo”. Secondo la ditta produttrice, la sensibilità del test rapido Alere Determine Syphilis TP per la determinazione degli anticorpi anti-Treponema pallidum è del 100 %.

  • Specificità

La specificità è invece la capacità di un test di dare correttamente esito negativo su campioni “sani”: detto in altri termini, se un test ha alta specificità è molto difficile che dia un falso risultato positivo, cioè un esito reattivo in caso invece non ci sia stata infezione. La specificità del test rapido Alere Determine Syphilis TP per la determinazione degli anticorpi anti-Treponema pallidum secondo la ditta produttrice è del 100 %.

Il Checkpoint è una struttura interamente gestita dalle associazioni dedicata al test rapido, salivare o a prelievo capillare, per l’HIV e altre infezioni a trasmissione sessuale.

Nasce dall’esigenza di portare i test per la salute sessuale al di fuori dell’ambito ospedaliero, renderli più accessibili; inoltre gli utenti possono ricevere supporto e informazioni da persone come loro in approccio “alla pari”.

Checkpoint sono già presenti in altre città europee come Barcellona, Lisbona, Atene, Belgrado ecc.. Il BLQ Checkpoint, gestito da Plus Onlus, è il primo di questo tipo in Italia.

I test al BLQ Checkpoint si eseguono su prenotazione via e-mail scrivendo a prenota@blqcheckpoint.it, oppure telefonando  allo 0514211857 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e da lunedì a giovedì dalle 18 alle 20,30